La nostra festa - Versione Stampabile 
Sito ufficiale: www.ungiornonellarocca.com “Un giorno nella Rocca di Forlimpopoli”: è questo il nome della rievocazione storica che si tiene da decenni nella nostra cittadina. È infatti tradizione, il secondo fine settimana di settembre, rievocare un avvenimento del ‘500: i festeggiamenti ordinati dalla contessa Battistina Savelli per il ritorno dello sposo Brunoro II Zampeschi dalle terre di Francia, dove aveva vittoriosamente combattuto gli Ugonotti ed era stato insignito della Croce dell’Ordine di San Michele. Articoliamo la nostra festa solitamente in tre giornate, dal venerdì sino alla conclusione la domenica sera, e si può accedere liberamente in quella parte di Forlimpopoli che, per l’occasione, viene catapultata nel XVI secolo. Nel suggestivo cortile interno della Rocca, alla luce delle torce, facciamo rivivere con mercanti, pittori, streghe, artigiani e ciarlatani un mercato d’epoca, che durerà per tutto l’arco della festa. La serata è animata da giullari, mangiafuoco e armati, per rendere ancora più realistico questo spaccato di vita antica. Sabato sera, oltre al mercato rinascimentale, proponiamo spettacoli di vario tipo, dal torneo di tiro con l’arco ai duelli di armati, dalle evoluzioni di cavallerizzi alle esibizioni di sbandieratori e tamburini. La domenica vede il dispiegarsi del corteo storico rinascimentale, rievocante appunto l’arrivo del conte accompagnato da dame, cavalieri, popolani, mercanti e armati. Le esibizioni di sbandieratori e tamburini, giocolieri, giullari e armati intrattengono il pubblico fino alla sera, fino al gran finale nel fossato della rocca:  mangiafuoco e duelli di armati con spade infuocate introducono “magia di ritmi e bandiere”, una spettacolare fusione di ritmi di tamburi e volteggiare di bandiere, tutto al lume delle torce e attorniati da effetti pirotecnici. Tutte le sere, inoltre, è possibile anche mangiare all’“Hostaria del Pellegrino”, dove si avrà l’occasione di immedesimarsi ancora di più nella suggestiva ambientazione rinascimentale. Ma “Un de’ int la Ròca”, come tutte le cose, non è soltanto divertimento e spettacolo, ma anche fatica e duro lavoro. In fondo, perché le cose riescano, c’è bisogno di tanta preparazione. Il lavoro è fatto interamente da noi ragazzi e da volontari che impiegano parte del loro tempo per organizzare e gestire una festa che è ormai entrata, di fatto, nella tradizione forlimpopolese.
Autore: Marco M. [ Torna Indietro ] |