Cenni storici - Versione Stampabile 
Le insegne ed i colori a cui si rifà il nostro gruppo sono quelli della famiglia Zampeschi. Questa famiglia dominò su Forlimpopoli e sulle terre limitrofe nel '500: in particolare, la rievocazione prende spunto dai festeggiamenti che la contessa Battistina Savelli volle indire per il ritorno vittorioso del marito dalle terre di Francia. Il conte Brunoro II Zampeschi era andato a combattere gli Ugonotti al comando di cento celate verde-oro al fianco del Re di Francia: il suo valore in battaglia era stato tale da meritargli l'onorificenza della Croce dell'Ordine di San Michele, tenuta in gran conto presso la corte francese. Nel frattempo i possedimenti della famiglia furono governati dalla consorte e dalla madre di lui, Lucrezia, con l'ausilio del consigliere Matteo Vecchiazzani; al ritorno tutto il popolo festeggiò per tre giorni. Ma il conte era un uomo d'arme e non restò molto a casa: dopo l'impresa francese andò a servizio dai veneziani e da questi fu mandato nell'isola di Creta, dove purtroppo fu vittima di una malattia che lo portò alla morte in età ancora giovane. La casata degli Zampeschi finì con Brunoro II in quanto non ebbe figli. Anche il motto che campeggia nel nostro stendardo, "Pur ch'io possa esser felice", era il motto della famiglia: anzi, più precisamente si può dire che era il motto di Brunoro II, in quanto quello originale recitava solamente "Pur ch'io possa"... l'"esser felice" fu aggiunto appunto dall'ultimo rampollo degli Zampeschi. 
Autore: Teo [ Torna Indietro ] |